Quando le cose della vita ti superano, quando 24 ore al giorno non bastano, ricordati del barattolo di maionese e del caffè.
Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo
con delle palle da golf.
Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno.
Gli studenti sono d'accordo e dicono di si.
Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese.
Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf.
Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di si.
Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo.
Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno.
Questa volta gli studenti rispondono con un si' unanime.
Il professore, velocemente, aggiunge due tazze di caffè al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia.
Gli studenti si mettono a ridere in questa occasione.
Quando la risata finisce il professore dice:
Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita.
Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l'amore, le cose che ci appassionano.
Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene.
Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc.
La sabbia è tutto il resto:le piccole cose.
Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia non ci sarebbe posto per le palline di vetro ne' per le palle da golf.
La stessa cosa succede con la vita.
Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti.
Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità :
gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito.
Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per riparare la chiavetta dell'acqua...
Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano.
Stabilisci le tue priorità, il resto è solo sabbia.
"Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenta il caffè"
Il professore sorride e dice:
"Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E' solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la tua vita, c'è sempre posto per un paio di tazze di caffè con un amico".
Grazie Elena :-)
mercoledì, marzo 21, 2007
mercoledì, marzo 07, 2007
ti scatterò una foto
Ricorderò e comunque anche se non vorrai
Ti sposerò perché non te l' ho detto mai
Come fa male cercare , trovarti poco dopo
E nell' ansia che ti perdo ti scatterò una foto…
Ti scatterò una foto…
Ricorderò e comunque e so che non vorrai
Ti chiamerò perché tanto non risponderai
Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco
E capendo che ti ho perso
Ti scatto un' altra foto
Perché piccola potresti andartene dalle mie mani
Ed i giorni da prima lontani saranno anni
E ti scorderai di me
Quando piove i profili e le case ricordano te
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te
Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire
E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante
Ma pure avendoti qui ti sentirei distante
Cosa può significare sentirsi piccolo
Quando sei il più grande sogno il più grande incubo
Siamo figli di mondi diversi una sola memoria
Che cancella e disegna distratta la stessa storia
E ti scorderai di me
Quando piove i profili e le case ricordano te
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te
Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire
Non basta più il ricordo
Ora voglio il tuo ritorno…
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore
Lo stesso sapore con te
Io Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire…
(testo di Tiziano Ferro)
Ti sposerò perché non te l' ho detto mai
Come fa male cercare , trovarti poco dopo
E nell' ansia che ti perdo ti scatterò una foto…
Ti scatterò una foto…
Ricorderò e comunque e so che non vorrai
Ti chiamerò perché tanto non risponderai
Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco
E capendo che ti ho perso
Ti scatto un' altra foto
Perché piccola potresti andartene dalle mie mani
Ed i giorni da prima lontani saranno anni
E ti scorderai di me
Quando piove i profili e le case ricordano te
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te
Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire
E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante
Ma pure avendoti qui ti sentirei distante
Cosa può significare sentirsi piccolo
Quando sei il più grande sogno il più grande incubo
Siamo figli di mondi diversi una sola memoria
Che cancella e disegna distratta la stessa storia
E ti scorderai di me
Quando piove i profili e le case ricordano te
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te
Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire
Non basta più il ricordo
Ora voglio il tuo ritorno…
E sarà bellissimo
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore
Lo stesso sapore con te
Io Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire…
(testo di Tiziano Ferro)
lunedì, marzo 05, 2007
Ti auguro felicità
ma non la felicità che si ottiene chiudendo fuori il mondo.
nemmeno quella di rinnegare il tuo sogno per amor di agiatezza
ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi,
di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di dare,
di correre il rischio d'amare
( Pam Brown )
Oggi è il mio compleanno.
Tanti auguri a me
ma non la felicità che si ottiene chiudendo fuori il mondo.
nemmeno quella di rinnegare il tuo sogno per amor di agiatezza
ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi,
di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di dare,
di correre il rischio d'amare
( Pam Brown )
Oggi è il mio compleanno.
Tanti auguri a me
lunedì, febbraio 12, 2007
Conti Roero
"You cant't always get what your want
But you get what you need"
THE ROLLING STONES
(Non sempre puoi ottenere ciò che vuoi, ma ottieni ciò che hai bisogno)
Finalmente il grande momento è arrivato. Ho una prova in un ristorante prestigioso, qui, vicino a casa. Prestigioso, intendo una stella Michelin, tanto per capirci, mica per dire, sul serio.
Iniziamo dall'inizio, ho saputo di questo ristorante d un'amica, una pasticcera molto brava, in Bra. Lunedì telefono , prendo appuntamento con lo chef, mi aspetta per l'indomani.
Arrivo puntuale, porto con me il mio curriculum, magro, ma ho una grande fiducia.
Gentilissimo mi accoglie, parliamo, mi dice che per il momento non ha bisogno, sta aspettando un cuoco maltese per il mese di febbraio, ma se lo desidero posso fare una prova senza impegno da entrambe le parti la settimana successiva, martedì è in inghilterra,mercoledì posso iniziare.
Eccomi nella mia divisa, casacca bianca, pantaloni scuri, comodi. Preparazione in cucina, aiuto il pasticcere, è l'unico che possa farmi fare qualcosa, gli altri sono impegnatissimi. Mi presentano lo staff di cucina, Mike,si occupa degli antipasti, Nick, dei primi, californiani entrambi. Alessandro, di Millesimo, dei secondi, Francesco, di Latina, dei dolci. L'ambiente è giovane, rilassato, si lavora bene. La preparazione scorre velocemente, fare dolci mi piace, metto tutta la mia passine e il mio talento.
Arriva il momento della cena, iniziano le danze, vi dirò che sono molto emozionato, mi trovo in difficoltà, ma ambiente nuovo, non conosco le ricette, le preparazioni, quindi so che non riusscirò ad aiutare, ma mi impegno. La serata scorre velocissima, in un attimo ci troviamo a fine servizio. Puliamo, si va a casa, ho ancora l'adrenalina al massimo, ho difficoltà ad addormentarmi.
Un'altra giornata impegnativa mi aspetta domani.
But you get what you need"
THE ROLLING STONES
(Non sempre puoi ottenere ciò che vuoi, ma ottieni ciò che hai bisogno)
Finalmente il grande momento è arrivato. Ho una prova in un ristorante prestigioso, qui, vicino a casa. Prestigioso, intendo una stella Michelin, tanto per capirci, mica per dire, sul serio.
Iniziamo dall'inizio, ho saputo di questo ristorante d un'amica, una pasticcera molto brava, in Bra. Lunedì telefono , prendo appuntamento con lo chef, mi aspetta per l'indomani.
Arrivo puntuale, porto con me il mio curriculum, magro, ma ho una grande fiducia.
Gentilissimo mi accoglie, parliamo, mi dice che per il momento non ha bisogno, sta aspettando un cuoco maltese per il mese di febbraio, ma se lo desidero posso fare una prova senza impegno da entrambe le parti la settimana successiva, martedì è in inghilterra,mercoledì posso iniziare.
Eccomi nella mia divisa, casacca bianca, pantaloni scuri, comodi. Preparazione in cucina, aiuto il pasticcere, è l'unico che possa farmi fare qualcosa, gli altri sono impegnatissimi. Mi presentano lo staff di cucina, Mike,si occupa degli antipasti, Nick, dei primi, californiani entrambi. Alessandro, di Millesimo, dei secondi, Francesco, di Latina, dei dolci. L'ambiente è giovane, rilassato, si lavora bene. La preparazione scorre velocemente, fare dolci mi piace, metto tutta la mia passine e il mio talento.
Arriva il momento della cena, iniziano le danze, vi dirò che sono molto emozionato, mi trovo in difficoltà, ma ambiente nuovo, non conosco le ricette, le preparazioni, quindi so che non riusscirò ad aiutare, ma mi impegno. La serata scorre velocissima, in un attimo ci troviamo a fine servizio. Puliamo, si va a casa, ho ancora l'adrenalina al massimo, ho difficoltà ad addormentarmi.
Un'altra giornata impegnativa mi aspetta domani.
lunedì, gennaio 22, 2007
Ratatouille

Il trailer potete vederlo qui:
Ciao a tutti, non mi sono dimenticato di voi.
solo che sono in vacanza, ancora!!!!
così non ho molto da scrivervi se non pensieri citazioni e adesso anche trailer.
si ma che film.
Non vedo l'ora che esca.
Domani vado ad aiutare un'amica in cucina, la loro cuoca è malata, quindi mi diletterò di nuovo ai fornelli.
vi racconterò.
Alla prossima.
mercoledì, gennaio 17, 2007
il successo
Il successo è la capacità di passare da un fallimento all'altro senza perdere l'entusiasmo
Sir Winston Churchill (1874 - 1965)
venerdì, gennaio 12, 2007
eccomi qua.
Eccomi qua, sono tornato a casa, sto tirando ler fila, ma soprattutto il bilancio di questi quattro mesi di lavoro, d'impegno, di passione.
Ho imparato molto, ho imparato ad organizzarmi meglio, il lavoro in una cucina professionale è diverso dallo stesso fatto in una cucina tradizionale.
Sono diversi i metodi, gli approcci, l'attrezzatura, il "forma mentis"
Inoltre ho scoperto di avere questo talento per la scrittura, ma di questo ne ho già parlato.
Tutto positivo, insomma, anche il piacere di tornare a casa e di rivedere i vecchi amici.
Vi terrò informati.
Ho imparato molto, ho imparato ad organizzarmi meglio, il lavoro in una cucina professionale è diverso dallo stesso fatto in una cucina tradizionale.
Sono diversi i metodi, gli approcci, l'attrezzatura, il "forma mentis"
Inoltre ho scoperto di avere questo talento per la scrittura, ma di questo ne ho già parlato.
Tutto positivo, insomma, anche il piacere di tornare a casa e di rivedere i vecchi amici.
Vi terrò informati.
lunedì, gennaio 01, 2007
Buon Anno!!!!

Buon Anno a tutti voi che mi leggete. Dicembre è passato, il cenone di capodanno ormai è un ricordo.
Questo mese è volato via, veloce come il vento, veloce come un ricordo. Un ricordo nel mio cuore.
Ho considerato questo periodo come una prova. Abbiamo avuto un sacco di lavoro, banchetti, cene, pranzi.
La somma di tutto questo è stato il cenone ieri sera.
Abbiamo avuto 270 persone a cena, 7 portate, un lavoro immane. Abbiamo lavorato con passione ed impegno ogni giorno, da mercoledì fino a ieri sera, anzi per essere precisi fino a questa mattina.
Qui sto bene, mi piace la gente, mi piace il posto, Massimiliano è un grande Chef, ma come ben sappiamo tutto quello che ha un'inizio ha una fine, 8 giorni e finisco. Torno su. Poi si vedrà, ho degli obbiettivi, degli indirizzi. So che non starò fermo, ho molte cose da fare ancora.
Dimenticavo, ieri è venuta a trovarci Elena, voleva salutarvi.
Eccola:
"Ciao a tutti, AUGURONI per questo 2007!!! Che sia per tutti un anno pieno di vittorie e di super-risultati!!!!! Per quanto mi riguarda, l'ho iniziato alla grande: sono venuta a trovare un amico che ha realizzato un obiettivo, ho aiutato in cucina, mi sono divertita, e il resto ve lo racconterò di persona!!!!! Ora passo di nuovo la linea al nostro caro Ibo. Baci + abbracci a tutti!!!!!!!!!! Ele"
Ho molte cose da dirvi e da raccontarvi, ma....................
Il tempo è tiranno e devo andare.
B U O N A N N O a tutti voi.
lunedì, dicembre 25, 2006
Buon Natale
mercoledì, dicembre 13, 2006
cioccolata calda - post per le ragazze di tutte le età.
Siete sole, il fidanzato vi ha piantato? Peggio vi trascura?
Un pigro pomeriggio con nulla da fare?
Una cioccolata calda non cambia il mondo.
Di sicuro aiuta, questa poi, è da sballo.
Provare per credere.
150 cc di latte
150 cc di panna
80 g di cioccolato al latte
100 g di cioccolato fondente
1,5 cucchiai di cacao amaro in polvere.
Bollire a fuoco dolce latte e panna.
Sbriciolare i due tipi di cioccolato, aggiungere il cacao in polvere.
Quando il latte e panna bollono, togliere dal fuoco, aggiungere il cioccolato e il cacao, mescolare il tutto con una frusta fino a quando diventa una miscela fluida ed omogenea.
Per scaldarla, ESCLUSIVAMENTE A BAGNOMARIA, se no buttate via tutto.
Gustatela e pensatemi
Un pigro pomeriggio con nulla da fare?
Una cioccolata calda non cambia il mondo.
Di sicuro aiuta, questa poi, è da sballo.
Provare per credere.
150 cc di latte
150 cc di panna
80 g di cioccolato al latte
100 g di cioccolato fondente
1,5 cucchiai di cacao amaro in polvere.
Bollire a fuoco dolce latte e panna.
Sbriciolare i due tipi di cioccolato, aggiungere il cacao in polvere.
Quando il latte e panna bollono, togliere dal fuoco, aggiungere il cioccolato e il cacao, mescolare il tutto con una frusta fino a quando diventa una miscela fluida ed omogenea.
Per scaldarla, ESCLUSIVAMENTE A BAGNOMARIA, se no buttate via tutto.
Gustatela e pensatemi
martedì, dicembre 12, 2006
Jazz Club Ferrara
Siete a Ferrara o dintorni, non sapete come passare una serata?
Eccovi un'indizio, come la passerei io, poi lascio a voi la ricerca di altre piacevoli novità.
Siamo a Ferrara, sicuramente in buona compagnia, altrimenti se siete soli, andate al cinema, o tornatevene a casa, un buon libro, musica giusta, una cioccolata calda, tranquilli, vi do la ricetta, non adesso, un'altra volta.
http://www.cinestar.it/ferrara/multisala.asp
Torniamo allna nostra coppia, o gruppo di amici, meglio se misti :-)
Consiglierei un ottimo aperitivo da:
"Antica Hostaria del Chiucchiolino A.D. 1435" ovvero
Al Brindisi in via degli Adelardi 11 - Ferrara
tel 0532 37015
hanno ottimi vini, il locale merita un giro, ma questo ve l'ho già detto in un altro post.
Cena, abbiamo due opzioni anzi tre.
Potete cenare al Brindisi, in fondo siano nel locale segnato sull Guiness dei primati, non si mangia male e sopratutto restiamo in Ferrara, possiamo andare in giro a piedi.
Camminare abbracciati alla nostra bella, o bello, sai che roba?
Mai provato?
Peggio per voi!!!
Prendete l'auto, si va a mangiare una pizza, anzi una Signora Pizza in un posto in culo al mondo ma, e sottolineo il ma, io una pizza buona così non l'ho mai mangiata.
E non sono il solo a pensarla così.
La pasta, fatta con cura e passione, così buona e saporita. Se la prendete nella versione tirata, anche croccante e gustosa.
Io l'ho gustata con gorgonzola e radicchio. Una pizza così se non è buona, la sogni anche di notte!!!
Te la sogni, perchè ti vengono gli incubi.
la gorgonzola non è un formaggio con il quale scherzare.
Invece è andata giù liscia, perfetta.
Questa leccornia la trovate da:
Pizzeria "La Pace"
Via I° Maggio, 37
44040 San Carlo (FE)
0532 846391
Mangiato la pizza cosa fare?
Dimenticavo la terza soluzione per la cena.
Il Jazz Club Ferrara.
http://www.jazzclubferrara.com/
Il citato club è sito nel Torrione San Giovanni nelle vecchie mura ferraresi, si può mangiare, non benissimo, ma si mangia.
sito nel rinascimentale torrione di cui sopra, è un ambiente ricco d'atmosfera, dove pochi tavoli, una principessa, la riconoscete dal garbo con cui vi serve, e vi parla, vi serve.
Lo so che principesse non servono ai tavoli, ma si fanno servire, ma siamo nel 2000, mica nel medioevo!!!
Conosco principesse che insegnano a scuola, sono tempi moderni.
Torniamo al locale, non fatemi perdere tempo.
Qui, si mangia se no avete fatto cena, si beve qualcosa, si ascolta ottimo jazz dal vivo.
Ieri sera ho ascoltato un quartetto di jazz moderno, per chi mi conosce, non proprio la mia passione.
le due ore del concerto volano,
Musicisti bravissimi, superlativo il batterista un ragazzo di colore con un talento, che di sicuro non trovi nelle patatine.
Il batterista si chiama Owen Hart, se capita nei vostri paraggi andate a sentirlo.
Per le ragazze: è uno strafigo.
Lo dico senza tema di fraintendimenti, chi mi conosce sa cosa mi piace. ;-)
Anzi chi mi piace.
Ma non divaghiamo.
Dopo che fare?
Si esce da li che sono l'una, e quindi o si va a nanna, oppure se siete in coppia....
Ve lo devo pure spiegare??
E' un blog serio questo.
Almeno ci provo.
La vita non ha senso a priori.
Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla;
sta a voi darle un senso,
e il valore non è altro che il senso che scegliere.
Jean-Paul Sartre
Buonanotte a tutte voi che mi leggete.
Eccovi un'indizio, come la passerei io, poi lascio a voi la ricerca di altre piacevoli novità.
Siamo a Ferrara, sicuramente in buona compagnia, altrimenti se siete soli, andate al cinema, o tornatevene a casa, un buon libro, musica giusta, una cioccolata calda, tranquilli, vi do la ricetta, non adesso, un'altra volta.
http://www.cinestar.it/ferrara/multisala.asp
Torniamo allna nostra coppia, o gruppo di amici, meglio se misti :-)
Consiglierei un ottimo aperitivo da:
"Antica Hostaria del Chiucchiolino A.D. 1435" ovvero
Al Brindisi in via degli Adelardi 11 - Ferrara
tel 0532 37015
hanno ottimi vini, il locale merita un giro, ma questo ve l'ho già detto in un altro post.
Cena, abbiamo due opzioni anzi tre.
Potete cenare al Brindisi, in fondo siano nel locale segnato sull Guiness dei primati, non si mangia male e sopratutto restiamo in Ferrara, possiamo andare in giro a piedi.
Camminare abbracciati alla nostra bella, o bello, sai che roba?
Mai provato?
Peggio per voi!!!
Prendete l'auto, si va a mangiare una pizza, anzi una Signora Pizza in un posto in culo al mondo ma, e sottolineo il ma, io una pizza buona così non l'ho mai mangiata.
E non sono il solo a pensarla così.
La pasta, fatta con cura e passione, così buona e saporita. Se la prendete nella versione tirata, anche croccante e gustosa.
Io l'ho gustata con gorgonzola e radicchio. Una pizza così se non è buona, la sogni anche di notte!!!
Te la sogni, perchè ti vengono gli incubi.
la gorgonzola non è un formaggio con il quale scherzare.
Invece è andata giù liscia, perfetta.
Questa leccornia la trovate da:
Pizzeria "La Pace"
Via I° Maggio, 37
44040 San Carlo (FE)
0532 846391
Mangiato la pizza cosa fare?
Dimenticavo la terza soluzione per la cena.
Il Jazz Club Ferrara.
http://www.jazzclubferrara.com/
Il citato club è sito nel Torrione San Giovanni nelle vecchie mura ferraresi, si può mangiare, non benissimo, ma si mangia.
sito nel rinascimentale torrione di cui sopra, è un ambiente ricco d'atmosfera, dove pochi tavoli, una principessa, la riconoscete dal garbo con cui vi serve, e vi parla, vi serve.
Lo so che principesse non servono ai tavoli, ma si fanno servire, ma siamo nel 2000, mica nel medioevo!!!
Conosco principesse che insegnano a scuola, sono tempi moderni.
Torniamo al locale, non fatemi perdere tempo.
Qui, si mangia se no avete fatto cena, si beve qualcosa, si ascolta ottimo jazz dal vivo.
Occorre arrivare relativamente presto, perchè altrimenti, si sta in piedi.
Ieri sera ho ascoltato un quartetto di jazz moderno, per chi mi conosce, non proprio la mia passione.
le due ore del concerto volano,
Musicisti bravissimi, superlativo il batterista un ragazzo di colore con un talento, che di sicuro non trovi nelle patatine.
Il batterista si chiama Owen Hart, se capita nei vostri paraggi andate a sentirlo.
Per le ragazze: è uno strafigo.
Lo dico senza tema di fraintendimenti, chi mi conosce sa cosa mi piace. ;-)
Anzi chi mi piace.
Ma non divaghiamo.
Dopo che fare?
Si esce da li che sono l'una, e quindi o si va a nanna, oppure se siete in coppia....
Ve lo devo pure spiegare??
E' un blog serio questo.
Almeno ci provo.
La vita non ha senso a priori.
Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla;
sta a voi darle un senso,
e il valore non è altro che il senso che scegliere.
Jean-Paul Sartre
Buonanotte a tutte voi che mi leggete.
lunedì, dicembre 11, 2006
happy Feet
Hola!
Questa sera film, son andato a vedere “Happy Feet”.
Avevo già sentito parlare del film, ho anche scaricato il trailer dal sito della Apple.
Tecnicamente il film è spettacolare, l’ho visto in una multisala dotata di proiettore digitale e l’ultima versione del Dolby Digital. Scene dettagliatissime, con una precisione dei dettagli, una fluidità che rende lo stato dell’arte della cinematografia digitale. La potenza dell’audio la pulizia del suono era veramente impressionante, ci sono alcune scene, ad esempio durante le immersioni dei piccoli, il ballo, le canzoni, ma soprattutto in due scene, una con la spaccatura e successivo crollo della banchisa, da sembrare reale. Più vero del vero.
Da vedere, assolutamente da vedere, non dovreste privarvi del piacere, sia per gli occhi, sia per le orecchie, la colonna sonora è strepitosa, le canzoni, fortunatamente non doppiate, sono degli evergreen. Un musical, una commedia, un film d’avventura, un buddy movies, a me è piaciuta un sacco la versione spagnola di “my way” “ “A my manera” dei Gipsy King”
La stessa del trailer.
La storia è così, un po’ semplice, ricca di valori, dove avere il coraggio di andare fino in fondo è quello che conta.
Correre il rischio di vincere può valerne la pena.
In definitiva ve lo consiglio, sicuramente non è un film d’essai, però permette di passare un paio d’ore in assoluta pace e tranquillità.
Nella sala in cui ero io erano presente un sacco di bambini, assolutamente ammutoliti dallo spettacolo. Vi devo confessare che in alcune scene mi sono commosso.
Buona visione
Questa sera film, son andato a vedere “Happy Feet”.
Avevo già sentito parlare del film, ho anche scaricato il trailer dal sito della Apple.
Tecnicamente il film è spettacolare, l’ho visto in una multisala dotata di proiettore digitale e l’ultima versione del Dolby Digital. Scene dettagliatissime, con una precisione dei dettagli, una fluidità che rende lo stato dell’arte della cinematografia digitale. La potenza dell’audio la pulizia del suono era veramente impressionante, ci sono alcune scene, ad esempio durante le immersioni dei piccoli, il ballo, le canzoni, ma soprattutto in due scene, una con la spaccatura e successivo crollo della banchisa, da sembrare reale. Più vero del vero.
Da vedere, assolutamente da vedere, non dovreste privarvi del piacere, sia per gli occhi, sia per le orecchie, la colonna sonora è strepitosa, le canzoni, fortunatamente non doppiate, sono degli evergreen. Un musical, una commedia, un film d’avventura, un buddy movies, a me è piaciuta un sacco la versione spagnola di “my way” “ “A my manera” dei Gipsy King”
La stessa del trailer.
La storia è così, un po’ semplice, ricca di valori, dove avere il coraggio di andare fino in fondo è quello che conta.
Correre il rischio di vincere può valerne la pena.
In definitiva ve lo consiglio, sicuramente non è un film d’essai, però permette di passare un paio d’ore in assoluta pace e tranquillità.
Nella sala in cui ero io erano presente un sacco di bambini, assolutamente ammutoliti dallo spettacolo. Vi devo confessare che in alcune scene mi sono commosso.
Buona visione
Alba, di un nuovo giorno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Buongiorno a tutti.
Albeggia, è un accidenti presto, è appena partita Loretta, la nostra amica cheffa presso l’agriturismo Il Violino a San Sepolcro.
E’ una settimana che non scrivo, sono successe diverse cose, ho preparato delle cose di un buono………….
Ho anche temperato del cioccolato, per fare la copertura ai cioccolatini.
Si ho anche fatto dei cioccolatini, il ripieno? Il ripieno di cachi, cachi lasciati essiccare, una roba che non vi dico.
La procedura è facile, occorro oltre ai cachi, amore e tempo, io avevo tutti e due.
Ho trovato i cachi al mercato, al mercato dei contadini, li ho sbollentati, sbucciati, messi nel forno spento, ma comunque con una temperatura intorno ai 60° C. Sbucciateli bene, perché poi si vede, sono non è uno bello spettacolo, anche perché invece di essere uniformi, appaiono tutti a bozze. Li ho lasciati asciugare per almeno 36 ore, poi si vede, devono essere belli sodi, ed assumono un colore marrone scuro, tranquilli non sono andati a male. Hanno un profumo intenso, quasi di castagne. Dimenticavo, se li fate seccare appesi per il picciuolo, rimarranno belli tondi, altrimenti se li appoggiate su una griglia, rimarranno piatti. Fate come volete. Io li ho appesi per il picciuolo, poi li ho schiacciati leggermente, in modo da compattarne la polpa. In fondo se avevo da fare dei cioccolatini…………
Allora, i cachi così sono buonissimi, potete tagliarli a fette sottili, e servirli così, oppure farvi una bella fonduta di cioccolata e pucciarli dentro, con altra frutta secca e no. Mi sembra una bella idea per il Natale. Vi darò la ricetta, ne ho una buonissima. Fidatevi.
Io ho fatto i cioccolatini, ho temperato la cioccolata prima, è difficile, ma con impegno, attrezzatura adeguata farete un figurone. Fate fondere a bagnomaria su fuoco bassissimo la cioccolata fondente fino a raggiungere i 55° C, a questo punto la cioccolata è perfettamente sciolta, mescolatela bene per uniformarla, soprattutto che abbia la stessa temperatura sia all’esterno, sia all’interno. Versatene due terzi su una superficie di marmo o acciaio, il marmo è meglio. Mescolate il cioccolato fino a che raggiunga 26° C, ovvero sia in precristallizazione. Perfetto. Rimettete il tutto nella stessa ciotola, dove avete il terzo di cioccolata fusa, mescolate bene. Ora avete il cioccolato temperato.
Importantissimo, nessun elemento inquinante deve contaminare il cioccolato durante questa operazione. Acqua, latte, qualsiasi cosa. Altrimenti è tutto da rifare. Non sto scherzando, la cioccolata è una roba seria, mica da dilettanti.
Immergente velocemente nella cioccolata temperata i cachi secchi tagliati a tocchetti, e successivamente poggiateli su un piano di marmo pulito o su della carta da forno. Lasciate asciugare a temperatura ambiente per almeno un’ora o più. Niente frigo. Se avrete fatto un bel lavoro, rimarranno perfetti, altrimenti, avranno delle strisce di un marrone grigiastro, che non influiranno su gusto, ma non sono niente belli da vedere.
I cioccolatini così prepatati sono pronti, potete metterli in piatto o dentro a dei pirottini di carta e in una scatola e regalarli, oppure ve li mangiate, fate voi.
Metteteci amore, amore e passione.
I risultati non vi deluderanno, credetemi :-)
Albeggia, è un accidenti presto, è appena partita Loretta, la nostra amica cheffa presso l’agriturismo Il Violino a San Sepolcro.
E’ una settimana che non scrivo, sono successe diverse cose, ho preparato delle cose di un buono………….
Ho anche temperato del cioccolato, per fare la copertura ai cioccolatini.
Si ho anche fatto dei cioccolatini, il ripieno? Il ripieno di cachi, cachi lasciati essiccare, una roba che non vi dico.
La procedura è facile, occorro oltre ai cachi, amore e tempo, io avevo tutti e due.
Ho trovato i cachi al mercato, al mercato dei contadini, li ho sbollentati, sbucciati, messi nel forno spento, ma comunque con una temperatura intorno ai 60° C. Sbucciateli bene, perché poi si vede, sono non è uno bello spettacolo, anche perché invece di essere uniformi, appaiono tutti a bozze. Li ho lasciati asciugare per almeno 36 ore, poi si vede, devono essere belli sodi, ed assumono un colore marrone scuro, tranquilli non sono andati a male. Hanno un profumo intenso, quasi di castagne. Dimenticavo, se li fate seccare appesi per il picciuolo, rimarranno belli tondi, altrimenti se li appoggiate su una griglia, rimarranno piatti. Fate come volete. Io li ho appesi per il picciuolo, poi li ho schiacciati leggermente, in modo da compattarne la polpa. In fondo se avevo da fare dei cioccolatini…………
Allora, i cachi così sono buonissimi, potete tagliarli a fette sottili, e servirli così, oppure farvi una bella fonduta di cioccolata e pucciarli dentro, con altra frutta secca e no. Mi sembra una bella idea per il Natale. Vi darò la ricetta, ne ho una buonissima. Fidatevi.
Io ho fatto i cioccolatini, ho temperato la cioccolata prima, è difficile, ma con impegno, attrezzatura adeguata farete un figurone. Fate fondere a bagnomaria su fuoco bassissimo la cioccolata fondente fino a raggiungere i 55° C, a questo punto la cioccolata è perfettamente sciolta, mescolatela bene per uniformarla, soprattutto che abbia la stessa temperatura sia all’esterno, sia all’interno. Versatene due terzi su una superficie di marmo o acciaio, il marmo è meglio. Mescolate il cioccolato fino a che raggiunga 26° C, ovvero sia in precristallizazione. Perfetto. Rimettete il tutto nella stessa ciotola, dove avete il terzo di cioccolata fusa, mescolate bene. Ora avete il cioccolato temperato.
Importantissimo, nessun elemento inquinante deve contaminare il cioccolato durante questa operazione. Acqua, latte, qualsiasi cosa. Altrimenti è tutto da rifare. Non sto scherzando, la cioccolata è una roba seria, mica da dilettanti.
Immergente velocemente nella cioccolata temperata i cachi secchi tagliati a tocchetti, e successivamente poggiateli su un piano di marmo pulito o su della carta da forno. Lasciate asciugare a temperatura ambiente per almeno un’ora o più. Niente frigo. Se avrete fatto un bel lavoro, rimarranno perfetti, altrimenti, avranno delle strisce di un marrone grigiastro, che non influiranno su gusto, ma non sono niente belli da vedere.
I cioccolatini così prepatati sono pronti, potete metterli in piatto o dentro a dei pirottini di carta e in una scatola e regalarli, oppure ve li mangiate, fate voi.
Metteteci amore, amore e passione.
I risultati non vi deluderanno, credetemi :-)
lunedì, novembre 27, 2006
Una canzone d'amore, dedicata da Eugenio Finardi a Patrizia, ma da ogni uomo alla sua donna.
Io la la dedico a...................................
non ve lo dico, tanto lo sapete :-)
Patrizia
Eugenio Finardi
hai il cuor pulito
come appena nevicato
ma e' caldo e forte
come un cavallo imbizzarrito
che ti fa capace di arrabbiarti
poi subito di calmarti
e che di amarmi non hai mai dubitato
e amo il tuo sapore
di fragola e di panna d'estate
di erbe appena calpestate
ti amo perche' sei solare
perche' ti so capire
ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
hai gli occhi verdi come il mare
di un atollo tropicale
aperti come il cielo delle praterie
occhi senza male
che non san nasconder niente
nemmeno quanto tu sia intelligente
e amo il tuo sapore
di fragola e di panna d'estate
di erbe appena calpestate
ti amo perche' sei solare
perche' ti so capire
ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
ti amo perche' sei una donna
ma anche un vero uomo
un'amica un socio
a volte un maggiordomo
perche' giochi tutti i ruoli
ma ne ami uno solo
quello di donna vicino il suo uomo
e amo il tuo sapore
di fragola e di panna d'estate
di erbe appena calpestate
ti amo perche' sei solare
perche' sai far l'amore
ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
Io la la dedico a...................................
non ve lo dico, tanto lo sapete :-)
Patrizia
Eugenio Finardi
hai il cuor pulito
come appena nevicato
ma e' caldo e forte
come un cavallo imbizzarrito
che ti fa capace di arrabbiarti
poi subito di calmarti
e che di amarmi non hai mai dubitato
e amo il tuo sapore
di fragola e di panna d'estate
di erbe appena calpestate
ti amo perche' sei solare
perche' ti so capire
ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
hai gli occhi verdi come il mare
di un atollo tropicale
aperti come il cielo delle praterie
occhi senza male
che non san nasconder niente
nemmeno quanto tu sia intelligente
e amo il tuo sapore
di fragola e di panna d'estate
di erbe appena calpestate
ti amo perche' sei solare
perche' ti so capire
ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
ti amo perche' sei una donna
ma anche un vero uomo
un'amica un socio
a volte un maggiordomo
perche' giochi tutti i ruoli
ma ne ami uno solo
quello di donna vicino il suo uomo
e amo il tuo sapore
di fragola e di panna d'estate
di erbe appena calpestate
ti amo perche' sei solare
perche' sai far l'amore
ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
io ti amo per come mi ami tu
giovedì, novembre 23, 2006
Un posto da evitare......................
Si riparte, direzione Acqualagna, la capitale del tartufo, dicono loro, in realtà un paesino piccolissimo, al centro del nulla. Un negozio con tartufi e golosità, un giro, via si va a cena.
Sulla strada del ritorno, c’è l’Albergo ristorante AnticoFurlo, in quel di passo del Furlo di Acqualagna. Fuori sembra bello, pulito, un fuoco divampa nel caminetto, sembra un locale accogliente, Massimiliano lo conosce, si mangia bene, entriamo.
Ci fanno accomodare, avviso il cameriere che non mangio carne, insomma che sono vegetariano. Arriva con aperitivo ed entreè, coniglio e mortadella. No comment. Ordiniamo, il menù è terribile, carne e tartufo dappertutto, prezzi oltremodo costosi, ordiniamo passatelli con salsa di zucca e tartufo nero.
Arrivano, piatto rettangolare, uno sformatine di passatelli in una foglia di verza sbollentata, sopra in bella vista una fetta di pancetta.
Mi incazzo.
Ritirano il piatto con mille scuse.
Massimiliano mangia, io lo guardo.
Arriva il mio piatto, una variazione con senza verza, mangio io, Massimiliano guarda.
Stop fine dell’esperienza, chiediamo il conto.
48 euro per uscire con la fame, per giunta scocciatissimi, fosse un’osteria o una pizzeria, poteva starci, non un locale con quei prezzi e quelle pretese.
Torniamo a Rimini, finiamo cena da Bubana, un po’ di formaggio e un bicchiere di sangiovese mi mettono in pace con il mondo. Arriva un amico, si prosegue la serata.
A casa prepariamo il menù per la cena di San Silvestro, il 31 dicembre.
Aggiorno il mio blog. Ho scoperto di avere delle lettrici appassionate, e che piace la mia scrittura, ed io che temevo di essere noioso. Quanti talenti che ho, anzi sto scoprendo di avere!!!!!!!
Vado a lavorare.
A presto
Sulla strada del ritorno, c’è l’Albergo ristorante AnticoFurlo, in quel di passo del Furlo di Acqualagna. Fuori sembra bello, pulito, un fuoco divampa nel caminetto, sembra un locale accogliente, Massimiliano lo conosce, si mangia bene, entriamo.
Ci fanno accomodare, avviso il cameriere che non mangio carne, insomma che sono vegetariano. Arriva con aperitivo ed entreè, coniglio e mortadella. No comment. Ordiniamo, il menù è terribile, carne e tartufo dappertutto, prezzi oltremodo costosi, ordiniamo passatelli con salsa di zucca e tartufo nero.
Arrivano, piatto rettangolare, uno sformatine di passatelli in una foglia di verza sbollentata, sopra in bella vista una fetta di pancetta.
Mi incazzo.
Ritirano il piatto con mille scuse.
Massimiliano mangia, io lo guardo.
Arriva il mio piatto, una variazione con senza verza, mangio io, Massimiliano guarda.
Stop fine dell’esperienza, chiediamo il conto.
48 euro per uscire con la fame, per giunta scocciatissimi, fosse un’osteria o una pizzeria, poteva starci, non un locale con quei prezzi e quelle pretese.
Torniamo a Rimini, finiamo cena da Bubana, un po’ di formaggio e un bicchiere di sangiovese mi mettono in pace con il mondo. Arriva un amico, si prosegue la serata.
A casa prepariamo il menù per la cena di San Silvestro, il 31 dicembre.
Aggiorno il mio blog. Ho scoperto di avere delle lettrici appassionate, e che piace la mia scrittura, ed io che temevo di essere noioso. Quanti talenti che ho, anzi sto scoprendo di avere!!!!!!!
Vado a lavorare.
A presto
mercoledì, novembre 22, 2006
Urbino

Blog Help
Urbino, città di mecenati.
Martedì, secondo giorno di libera.
Volevamo svegliarci presto, ma il letto è un’amante esigente……….
Così sveglia alle 10.30 circa, colazione, recitazione, e via verso nuove avventure. Volevamo andare fino a Grosseto, ma da qui sono circa cinque ore d’auto, meglio soprassedere. Decidiamo di andare fino ad Urbino, passando per San Leo, un paese medievale arroccato in cima ad un cocuzzolo, in cui è stato imprigionato Giuseppe Balsamo detto il Cagliostro.
Eccovi il link per saperne di più:
http://www.comune.san-leo.ps.it/immcagliostro/CAGLIOSTRO.html
Vento freddo, luce bianchissima, poche persone, gli unici stranieri, noi.
Entriamo in un negozio per curiosare, nessuno. Dico nessuno, rimaniamo cinque minuti ad aspettare, nessuno. Usciamo, un caffè in un osteria locale, via verso Urbino, è quasi l’una.
Il viaggio prosegue con un panorama splendido, immaginatevi un quadro di Raffaello Sanzio, Michelangelo, Leonardo da Vinci, lo sfondo della Gioconda, tanto per capirci, sono queste dolci colline, verde smeraldo, aceri rossi, in alcuni scorci non si scorge opera umana, non una strada, un traliccio, solo natura.
Immaginatevi di abitare qui………………………………………
Che palle!!!!!
Arriviamo ad Urbino, innanzi tutto vi do le cifre, 15.000 abitanti, 20.000 studenti di cui il 70% giovani donne.
Per il resto beccatevi il link con wikipedia, così mi evitate il copia ed incolla:
http://it.wikipedia.org/wiki/Urbino
dicevamo, non so se mi spiego, ho avuto la stessa sensazione a Rimini, tanto per capirci, brune, bionde, alte, piccole, magre, cicciotte, alla moda e fricchettone, insomma per tutti i gusti. Ho fame, cerchiamo un posto dove mangiare, c’è un ristorante macrobiotico dove Massimiliano andava quando frequentava l’università. Si mangia discretamente, poi scusate con 6,20 € cosa pretendete!!! Bietole scottate, cous cous con i porri, ceci in umido, cavoli in agro, un bicchiere di te verde, tutto sano e naturale. Mangi benissimo, il dramma è che dopo due ore hai fame.
Due passi, caffè.
E, in tutto il suo splendore, mi appare il Palazzo Ducale di Urbino, sede del Museo Nazionale delle Marche.
Così nella foto è come l’ho visto io.
La luce diversa, un ponteggio per il restauro della facciata, ma così è.
http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Ducale_di_Urbino
http://it.wikipedia.org/wiki/Galleria_Nazionale_delle_Marche
Eccovi i link, non sto a farvi una descrizione, anche perché su wikipedia è fatta benissimo, con foto, rimandi, tutto quello che serve. In fondo si tratta sempre della migliore enciclopedia online, volete saperne di più???
Eccovi il link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:A_proposito_di_Wikipedia
La spesa per visitare un museo come questo è irrisoria, 5 €, accompagnati da una guida, Francesca una giovane urbinate, ingegnere meccanico, guida in un museo per passione, che spiega, racconta, commenta quello che vediamo, ma ci lascia anche tutto il tempo per ammirare ogni quadro, sala, arazzo, stemma, presente in ogni stanza. La visita di tutte le sale dura oltre due ore, sono oltre trenta.
Finito il giro negli appartamenti ducali, proseguiamo nella biblioteca, quello che ne rimane, visto che, con l’annessione del Ducato di Urbino allo stato pontificio, venne spostata in blocco nelle biblioteche vaticane.
Non ci sono parole.
Gli urbinati sono ancora incazzati adesso.
Usciamo, è buio ormai, piove.
In un negozio acquisto del te verde al gelsomino, la mia passione.
Sposi oggi………, ma domani?????
Sabato e domenica Palazzo Guidi espone a “Non solo Sposi” una fiera specializzata in matrimoni.
Prepariamo un buffet per l’occasione, quiche con formaggio, zafferano e pepe, oppure con cipolle di Tropea e guanciale, con zucchine e prosciutto crudo, bignè con fonduta di pecorino, rotoli di pan di spagna con confettura di melanzane, rollè di carne con pomodori confit e formaggio, peschine alla cioccolata e alkermes, strudel di mele e pistacchi e composta di mela, cioccolata calda, tartine di pan brioche con alici e pesto di rucola, petit fleur con cioccolata e noci, composta di mele e pomodori confit, composta di cachi e pistacchi.
Ho fotografato il vassoio di petit fleur, perché era veramente bello, tutto il tavolo, tutto lo stand.
C’era tutto lo staff del locale, cucina, sala, due titolari.
Con la casacca da cuoco ero, anzi sono uno schianto.
Appena arrivati, abbiamo sistemato tutto. Tutto perfetto.
Un giro per la fiera, molte persone, lo scenario classico di questo tipo di fiere.
Lei, la Diva, la giovane promessa sposa, tutto è previsto e studiato in funzione sua, il vestito, il trucco, la cerimonia, il pranzo al ristorante.
La reverenda Madre, ovvero la madre della Diva, per fare in modo che tutto vada a seconda dei suoi desideri (della figlia, ovviamente).
Poi, alla fine di tutto, il padre. Affranto su un divano ad aspettare l’unica cosa che veramente conti per lui. Il conto ovviamente. Non potrà esimersi naturalmente, altrimenti che ci sta a fare????
Lo sposo, mi direte voi?
Ma lo sposo, in questi casi, non serve a niente, se non da comparsa, da cavalier servente.
Il nostro stand, affollatissimo, nel quale aleggiava ovunque il profumo della cioccolata. Vi spiego come era fatta:
cioccolato fondente, cioccolato bianco, cacao amaro, latte intero e panna messi a bollire con cannella, non so se mi spiego, il gusto era eccezionale, morbido, vellutato, faceva impazzire tutte le donne………….
Solo donne, negli stand intorno a noi, la ragazza con un negozio di cornici, due signore con il Bimby Vorkwerk. Una fotografa, un ensemble di musiciste, le Mariposas, cinque donne, bravissime, anche se, dopo cinque o sei Ave Maria di Shubert, uno ha gli incubi, anche se a suonare ci sono due buddiste.
Al solito socializzo, conosco la violinista, la corniciaia, una ragazza del sagittario, ovvero la ragazza con la valigia, ovviamente mi ricorda una persona………………………
E’ tardi sono le 19, abbiamo gente a cena, si torna a casa.
comunque fossi un'avvocato divorzista uno stand lo aprirei, solo per dare consigli, sai non si sa mai....................... ;-)
Prepariamo un buffet per l’occasione, quiche con formaggio, zafferano e pepe, oppure con cipolle di Tropea e guanciale, con zucchine e prosciutto crudo, bignè con fonduta di pecorino, rotoli di pan di spagna con confettura di melanzane, rollè di carne con pomodori confit e formaggio, peschine alla cioccolata e alkermes, strudel di mele e pistacchi e composta di mela, cioccolata calda, tartine di pan brioche con alici e pesto di rucola, petit fleur con cioccolata e noci, composta di mele e pomodori confit, composta di cachi e pistacchi.
Ho fotografato il vassoio di petit fleur, perché era veramente bello, tutto il tavolo, tutto lo stand.
C’era tutto lo staff del locale, cucina, sala, due titolari.
Con la casacca da cuoco ero, anzi sono uno schianto.
Appena arrivati, abbiamo sistemato tutto. Tutto perfetto.
Un giro per la fiera, molte persone, lo scenario classico di questo tipo di fiere.
Lei, la Diva, la giovane promessa sposa, tutto è previsto e studiato in funzione sua, il vestito, il trucco, la cerimonia, il pranzo al ristorante.
La reverenda Madre, ovvero la madre della Diva, per fare in modo che tutto vada a seconda dei suoi desideri (della figlia, ovviamente).
Poi, alla fine di tutto, il padre. Affranto su un divano ad aspettare l’unica cosa che veramente conti per lui. Il conto ovviamente. Non potrà esimersi naturalmente, altrimenti che ci sta a fare????
Lo sposo, mi direte voi?
Ma lo sposo, in questi casi, non serve a niente, se non da comparsa, da cavalier servente.
Il nostro stand, affollatissimo, nel quale aleggiava ovunque il profumo della cioccolata. Vi spiego come era fatta:
cioccolato fondente, cioccolato bianco, cacao amaro, latte intero e panna messi a bollire con cannella, non so se mi spiego, il gusto era eccezionale, morbido, vellutato, faceva impazzire tutte le donne………….
Solo donne, negli stand intorno a noi, la ragazza con un negozio di cornici, due signore con il Bimby Vorkwerk. Una fotografa, un ensemble di musiciste, le Mariposas, cinque donne, bravissime, anche se, dopo cinque o sei Ave Maria di Shubert, uno ha gli incubi, anche se a suonare ci sono due buddiste.
Al solito socializzo, conosco la violinista, la corniciaia, una ragazza del sagittario, ovvero la ragazza con la valigia, ovviamente mi ricorda una persona………………………
E’ tardi sono le 19, abbiamo gente a cena, si torna a casa.
comunque fossi un'avvocato divorzista uno stand lo aprirei, solo per dare consigli, sai non si sa mai....................... ;-)
lunedì, novembre 20, 2006
La cura
La Cura di Franco Battiato
da L'Imboscata - PolyGram 1996
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.
da L'Imboscata - PolyGram 1996
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.
Se avessi l’eloquenza degli uomini o degli angeli,
“Se avessi l’eloquenza degli uomini o degli angeli,
ma parlassi senza amore, sarei come un gong che rimbomba o un cimbalo che tintinna.
Se avessi il dono della profezia,
se capissi tutti i misteri e conoscessi tutte le cose e se avessi la fede da muovere le montagne,
ma non avessi l’amore,
non sarei che un niente…..”
(Lettera di San Paolo ai Corinti)
Non male come introduzione, vero???
Ho letto un po’ di libri, anzi ho finito di leggere “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani. E qui che ho trovato la citazione di prima, inoltre ho riletto “E’ una vita che ti aspetto” di Fabio Volo, un libro curioso, acquistato così per caso, ma il caso non esiste, lo sappiamo tutti, no??? Racconta la storia di Francesco, un trentenne profondamente infelice, che scopre la vita, il vivere ogni giorno, con la profonda certezza di aggiungere vita ai giorni, non giorni alla vita, al sopravvivere alla quotidianità. Bello, ve lo consiglio se volete leggere qualcosa di leggero, di sorridere, evadere un po’.
Ho anche letto “Il Club erotico del martedì” Lisa Beth Kovetz, libro divertente, molto sex and the city, dedicato a Barbara e Daniela, anzi l’ho regalato a Daniela per il suo compleanno.
http://letteraturaerotica.blog.tiscali.it/ba2900045/
http://chicklitplanet.blogspot.com/
Vi ho trascurato un po’, ma sto scrivendo un racconto, il tempo per scrivere è quello che è.
In questi giorni ho fatto molte cose, ho visto molti posti, sono ritornato in treno al Kaikan di Firenze, ho mangiato cena in un ristorante vegetariano a Faenza, stiamo organizzando una cena vegetariana qua a Palazzo Guidi, ho comperato l’ultimo libro di Irvine Welsh “I segreti erotici dei grandi chef”, ho telefonato a mio fratello. Ho girato per la Fiera di San Martino qui a Sant’Arcangelo, ho conosciuto la rappresentante della Campari a Rimini, è buddista. Che sia un segno?
Mah!!!
Ho provato alcune ricette nuove, ma ve le racconterò un’altra volta. Tanto le sto mettendo tutte su un quaderno. Sto diventando un ragazzo serio.
Ho conosciuto una tipa interessante al kaikan di Firenze, una principessa medicea, bellissima, vegetariana, studentessa di Accademia dell’Arte, vorrei invitarla a cena qui, ma non riesco, lei è reperibile ogni 12 giorni, oggi c’era, ma non sono riuscito a parlarle, ad invitarla.
Ho poco da provare, tanto so che è lei, sempre lei, non riesco a togliermela dalla mente.
A volte chiamo gli altri con il suo nome, sono innamorato senza speranza.
Ha l’indirizzo del mio blog, magari mi legge, oppure no. Non lo so, ma va bene lo stesso.
Molti miei amici, mi leggono, la Pina soprattutto!!!
Grande Pina!!!
Alla prossima!!
ma parlassi senza amore, sarei come un gong che rimbomba o un cimbalo che tintinna.
Se avessi il dono della profezia,
se capissi tutti i misteri e conoscessi tutte le cose e se avessi la fede da muovere le montagne,
ma non avessi l’amore,
non sarei che un niente…..”
(Lettera di San Paolo ai Corinti)
Non male come introduzione, vero???
Ho letto un po’ di libri, anzi ho finito di leggere “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani. E qui che ho trovato la citazione di prima, inoltre ho riletto “E’ una vita che ti aspetto” di Fabio Volo, un libro curioso, acquistato così per caso, ma il caso non esiste, lo sappiamo tutti, no??? Racconta la storia di Francesco, un trentenne profondamente infelice, che scopre la vita, il vivere ogni giorno, con la profonda certezza di aggiungere vita ai giorni, non giorni alla vita, al sopravvivere alla quotidianità. Bello, ve lo consiglio se volete leggere qualcosa di leggero, di sorridere, evadere un po’.
Ho anche letto “Il Club erotico del martedì” Lisa Beth Kovetz, libro divertente, molto sex and the city, dedicato a Barbara e Daniela, anzi l’ho regalato a Daniela per il suo compleanno.
http://letteraturaerotica.blog.tiscali.it/ba2900045/
http://chicklitplanet.blogspot.com/
Vi ho trascurato un po’, ma sto scrivendo un racconto, il tempo per scrivere è quello che è.
In questi giorni ho fatto molte cose, ho visto molti posti, sono ritornato in treno al Kaikan di Firenze, ho mangiato cena in un ristorante vegetariano a Faenza, stiamo organizzando una cena vegetariana qua a Palazzo Guidi, ho comperato l’ultimo libro di Irvine Welsh “I segreti erotici dei grandi chef”, ho telefonato a mio fratello. Ho girato per la Fiera di San Martino qui a Sant’Arcangelo, ho conosciuto la rappresentante della Campari a Rimini, è buddista. Che sia un segno?
Mah!!!
Ho provato alcune ricette nuove, ma ve le racconterò un’altra volta. Tanto le sto mettendo tutte su un quaderno. Sto diventando un ragazzo serio.
Ho conosciuto una tipa interessante al kaikan di Firenze, una principessa medicea, bellissima, vegetariana, studentessa di Accademia dell’Arte, vorrei invitarla a cena qui, ma non riesco, lei è reperibile ogni 12 giorni, oggi c’era, ma non sono riuscito a parlarle, ad invitarla.
Ho poco da provare, tanto so che è lei, sempre lei, non riesco a togliermela dalla mente.
A volte chiamo gli altri con il suo nome, sono innamorato senza speranza.
Ha l’indirizzo del mio blog, magari mi legge, oppure no. Non lo so, ma va bene lo stesso.
Molti miei amici, mi leggono, la Pina soprattutto!!!
Grande Pina!!!
Alla prossima!!
mercoledì, novembre 01, 2006
Torino, andata e ritorno.........
Ciao a tutti, buon Halloween, per chi ci crede...............
Ho qualche problema con il server, quindi ho dei post vecchi da caricare, spunti, pensieri, riflessioni varie, ma sono ancora sul portatile, appena riesco ve li faccio leggere.................
Domenica Torino, Salone del Gusto.
Siamo partiti all'alba, il nostro treno partiva alle 5,00 da Rimini, la sera prima cena importante, quindi sono riuscito ad andare a dormire all'una, come al solito poche ore di sonno, ma una grande voglia di essere li.
Il viaggio avventuroso come tutti i viaggi in treno, non per i pericoli, ma per le persone, le situazioni, l'atmosfera.
Partiamo, è buio, abbiamo sonno, dormiamo, insieme ad altri sconosciuti viaggiatori, le nostre storie si incontrano brevemente, e poi ci lasciano così come sono entrate.
Prima di Bologna il capotreno ci sveglia, hanno ritrovato una borsa rubata prima di Ancona una borsa, chiede se qualcuno ne sa qualcosa, se qualcuno la reclama, solo sguardi assonnati, un no generale.
Il viaggio prosegue senza intoppi, albeggia, c'è la nebbia, dimenticavo che nella pianura padana è stagione ormai.
Ho nostalgia del sole di Rimini.
Arriviamo a Torino c'è il sole, meno male, ero spiritualmente preparato al freddo, mi sento come Totò e Peppino De Filippo in un loro celebre film.
Arriviamo, una coda pazzesca, riusciamo ad entrare, appena in tempo per la conferenza che ci interessa:
"Mangiare è un atto agricolo
I cuochi e le loro comunità: si cucina cultura, si cucina interdipendenza, si cucina grazie alla esistenza di una rete che vede i cuochi in posizione strategica, educatori verso il pubblico, e garanzia verso i produttori eccellenti del territorio."
Finisce a sono l'una, abbiamo una fame pazzesca, c'è l'Enoteca del Salone, un piatto di pesce crudo e un bicchiere di bollicine, te verde alla menta.
Non spendiamo nemmeno molto.
In giro per il salone, un sacco di persone, si parla di 100.000 presenze nei primi 4 giorni, folla dappertutto, ma riusciamo a vedere, assaggiare, conoscere, incontro amici, vedo persone che non vedo e non sento da tempo, con immensa gioia, devo confessarvi, chi c'era sa!!!!!!!!!!!!!!
Ci perdiamo, ci incontriamo di nuovo, dappertutto ragazzi e ragazze dello staff Slowfood, nlla loro divisa ufficiale, una t-shirt verde acido.
Rimaniamo fino alla chiusura.
Taxi, per andare in stazione, 8 euro dal Lingotto alla Stazione Lingotto, non ho parole, poi si lamentano!!!!
Sono ospite di un'amica, lei non c'è però è una casa, doccia, relax, poi a dormire, domani, Torino.
Prima di partire, un giro in Bra, caffè, poi via si riparte.
Ore sedici, ultima conferenza:
"Vendere i prodotti, non i produttori
Lo scollamento dei produttori dal mercato non fa bene a nessuno: non fa bene ai prezzi, non fa bene alla qualità, non fa bene all’economia, non fa bene all’agricoltura. Le esperienze di filiera corta e di rapporti più stretti tra chi produce e chi acquista stanno dando in tutto il mondo risultati confortanti: quali sono le linee guida per lo sviluppo di questo nuovo e antichissimo modo di vendere e di comprare?"
Non riesco a seguirla tutta, devo scappare a Pocapaglia, ho un impegno che non posso spostare.
Rivedo Daniela e Barbara, ci parliamo, ci scambiamo opinioni e abbracci,mi raccontano le loro ultime novità, racconto le mie............
Ore 5,00 sveglia, si riparte, torno a Rimini, il mio lavoro mi aspetta.
Saluto Bra, salgo sul treno, un altro viaggio, altre persone, leggo, studio, dormo un pò.
Sono arrivato, un sole caldo mi accoglie, l'aria è frizzante.
Ho qualche problema con il server, quindi ho dei post vecchi da caricare, spunti, pensieri, riflessioni varie, ma sono ancora sul portatile, appena riesco ve li faccio leggere.................
Domenica Torino, Salone del Gusto.
Siamo partiti all'alba, il nostro treno partiva alle 5,00 da Rimini, la sera prima cena importante, quindi sono riuscito ad andare a dormire all'una, come al solito poche ore di sonno, ma una grande voglia di essere li.
Il viaggio avventuroso come tutti i viaggi in treno, non per i pericoli, ma per le persone, le situazioni, l'atmosfera.
Partiamo, è buio, abbiamo sonno, dormiamo, insieme ad altri sconosciuti viaggiatori, le nostre storie si incontrano brevemente, e poi ci lasciano così come sono entrate.
Prima di Bologna il capotreno ci sveglia, hanno ritrovato una borsa rubata prima di Ancona una borsa, chiede se qualcuno ne sa qualcosa, se qualcuno la reclama, solo sguardi assonnati, un no generale.
Il viaggio prosegue senza intoppi, albeggia, c'è la nebbia, dimenticavo che nella pianura padana è stagione ormai.
Ho nostalgia del sole di Rimini.
Arriviamo a Torino c'è il sole, meno male, ero spiritualmente preparato al freddo, mi sento come Totò e Peppino De Filippo in un loro celebre film.
Arriviamo, una coda pazzesca, riusciamo ad entrare, appena in tempo per la conferenza che ci interessa:
"Mangiare è un atto agricolo
I cuochi e le loro comunità: si cucina cultura, si cucina interdipendenza, si cucina grazie alla esistenza di una rete che vede i cuochi in posizione strategica, educatori verso il pubblico, e garanzia verso i produttori eccellenti del territorio."
Finisce a sono l'una, abbiamo una fame pazzesca, c'è l'Enoteca del Salone, un piatto di pesce crudo e un bicchiere di bollicine, te verde alla menta.
Non spendiamo nemmeno molto.
In giro per il salone, un sacco di persone, si parla di 100.000 presenze nei primi 4 giorni, folla dappertutto, ma riusciamo a vedere, assaggiare, conoscere, incontro amici, vedo persone che non vedo e non sento da tempo, con immensa gioia, devo confessarvi, chi c'era sa!!!!!!!!!!!!!!
Ci perdiamo, ci incontriamo di nuovo, dappertutto ragazzi e ragazze dello staff Slowfood, nlla loro divisa ufficiale, una t-shirt verde acido.
Rimaniamo fino alla chiusura.
Taxi, per andare in stazione, 8 euro dal Lingotto alla Stazione Lingotto, non ho parole, poi si lamentano!!!!
Sono ospite di un'amica, lei non c'è però è una casa, doccia, relax, poi a dormire, domani, Torino.
Prima di partire, un giro in Bra, caffè, poi via si riparte.
Ore sedici, ultima conferenza:
"Vendere i prodotti, non i produttori
Lo scollamento dei produttori dal mercato non fa bene a nessuno: non fa bene ai prezzi, non fa bene alla qualità, non fa bene all’economia, non fa bene all’agricoltura. Le esperienze di filiera corta e di rapporti più stretti tra chi produce e chi acquista stanno dando in tutto il mondo risultati confortanti: quali sono le linee guida per lo sviluppo di questo nuovo e antichissimo modo di vendere e di comprare?"
Non riesco a seguirla tutta, devo scappare a Pocapaglia, ho un impegno che non posso spostare.
Rivedo Daniela e Barbara, ci parliamo, ci scambiamo opinioni e abbracci,mi raccontano le loro ultime novità, racconto le mie............
Ore 5,00 sveglia, si riparte, torno a Rimini, il mio lavoro mi aspetta.
Saluto Bra, salgo sul treno, un altro viaggio, altre persone, leggo, studio, dormo un pò.
Sono arrivato, un sole caldo mi accoglie, l'aria è frizzante.
Iscriviti a:
Post (Atom)


